Come possiamo migliorare la qualità dell’informazione? Come evitare non solo le fake news, ma anche la diffusione di notizie poco accurate? Come rendere i giornalisti resistenti all’inerzia e ai luoghi comuni, che tendono a compromettere la loro credibilità agli occhi del pubblico? Come accrescere la loro consapevolezza, e non solo la loro conoscenza, sull’UE e sull’integrazione europea?

Queste sono alcune delle domande più rilevanti emerse durante la due giorni di coordinamento del progetto EUPress, tenutasi ad Almeria (13 e 14 aprile 2023). L’agenda molto ricca e si è concentrata principalmente su una valutazione critica dei primi due moduli del corso di formazione per insegnanti, ma si è presto dedicata a una riflessione sui prossimi passi del progetto. Il primo aspetto che ha suscitato dibattito è stato come trasmettere agli studenti quanto appreso durante le sessioni di formazione, come motivarli a partecipare alle fasi successive e come definire i criteri di selezione per coloro che prenderanno parte al percorso successivo, che culminerà l’anno prossimo con la Summer school del progetto EUPress, dove è previsto uno scambio di metodologie e di contenuti tra tutte le scuole partecipanti, sia tra gli insegnanti che tra gli studenti.

Da queste prospettive, sono emerse alcune differenze tra i partner, dovute in particolare alle loro specificità. Ad esempio, il Real Conservatorio de Música de Almeria, essendo una scuola a forte orientamento professionale e incentrata sulla musica, che accoglie studenti dagli 8 ai 18 anni, ha meno possibilità di adattare i programmi di studio alle tematiche legate all’UE, mentre questo processo risulta molto più agevole per le altre scuole coinvolte. Matias e Maria hanno spiegato le loro oggettive difficoltà in tal senso, pur mostrandosi fiduciosi che si sarebbero potuti individuare punti in comune per arricchire l’insegnamento della musica con valori condivisi. Il gruppo ha proposto diverse idee su come ampliare l’ambito di alcuni corsi al fine di promuovere una maggiore consapevolezza della dimensione europea della musica come elemento chiave nella costruzione dell’identità e della cittadinanza europea.

Pilar, docente di Storia del Pensiero Musicale, ha sostenuto di poter facilmente adattare il proprio insegnamento a questo scopo, dando così vita a un dibattito su come affrontare in classe i temi dei valori in generale e della costruzione dell’identità. Juan Francisco ha anche affermato di essere pronto ad affrontare questa sfida nel suo insegnamento di Musica Elettronica. Tutti hanno sottolineato che per il successo di questo processo è fondamentale il contributo diretto degli studenti stessi, che spesso propongono idee creative su metodologie e contenuti che potrebbero essere di maggiore interesse per loro e per i loro compagni.

Natalia e Katarzyna, da Varsavia, hanno evidenziato di aver già avviato un processo di “ascolto degli studenti” e di aver creato un gruppo di riflessione tra insegnanti e studenti per definire un percorso efficace per implementare i contenuti dei moduli e mettere in pratica le idee generali del progetto. Anche Alin, dalla Romania, ha affermato di aver già iniziato a formare team di insegnanti e studenti. Antonella e Domenico del liceo Petrarca, invece, hanno proposto un percorso dettagliato per le fasi successive, approvato da Ludovica e Monica del Machiavelli.

L’incontro è stato senza dubbio un’ottima occasione di socializzazione tra le scuole partner e di scambio di opinioni e aspettative sul progetto. Rafforzare i legami personali e lo spirito di squadra è fondamentale per il successo di qualsiasi iniziativa, e l’incontro è stato un momento chiave sia per valutare i primi passi compiuti sia per progettare e realizzare i successivi. Come ha concluso Fabio di Roma Tre: “ora è il momento di coinvolgere gli studenti e far loro comprendere il potere della conoscenza, della consapevolezza e del pensiero critico nella diffusione delle proprie opinioni”.

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